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Per l’acqua Ferragni arriva l’interrogazione parlamentare. Ma è davvero la più cara?

Sta assumendo dei contorni inimmaginabili la vicenda dell’acqua Evian firmata Chiara Ferragni: il senatore di Fratelli d’Italia Giampietro Maffoni ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Ambiente e dell’Istruzione: “Il rapporto ONU sull’acqua sottolinea lo stretto legame tra povertà e risorse idriche: il numero di persone che vive con meno di 1,25 dollari al giorno, infatti, coincide approssimativamente con il numero di coloro che non hanno accesso all’acqua potabile. Si stima che muoiano 3.900 bambini ogni giorno per scarsità d’acqua e circa il 10% di tutte le malattie mondiali potrebbe essere evitato migliorando la fornitura di acqua”, scrive Maffoni. Che poi prosegue: “Nel libero mercato l’abilità imprenditoriale di un individuo si premia da sola, e se vi è qualcuno che sente la necessità di spendere 72,50 euro per una confezione da 12 bottiglie, non vi è nulla di illecito. Mi chiedo però se non sia il caso che una donna che ha il potere di influenzare milioni di giovani che la seguono sui social (15,2 milioni solo su Instagram) non possa rivedere i suoi investimenti in un’ottica diversa”.

In una Italia in cui i problemi si moltiplicano un giorno dopo l’altro, in agenda non c’è nulla di più importante che montare la polemica nei confronti di un brand, peraltro con la consueta superficialità che contraddistingue l’azione politica italiana. Dell’acqua Ferragni, venduta a 8 euro la bottiglia (da 75 cl), forse non c’era bisogno, ma solo oggi ci si è accorti che esistono acque vendute a peso d’oro? Vediamone alcune.

La olandese Ogo, dalla caratteristica bottiglia ovale, costa tra le 10 e le 15 euro per litro.

Per 75 cl di Thousand B.C., proveniente da un ghiacciaio canadese 200 km a Nord di Vancouver, si spendono 15 euro, ma pare valga molto di più: rallenta il processo di invecchiamento, dirada gli stati d’ansia e aumenta il desiderio sessuale.

In Scandinavia è più conveniente bere birra che bere acqua: la elegantissima norvegese Voss va a 15 euro al litro, mentre la finlandese Veen arriva a 20 euro per 75 cl.

Si sale ancora con la Bling H2O, l’acqua preferita dalle star di Hollywood: prodotta nel Tennessee, costa 35 euro per 75 cl e la bottiglia è impreziosita da Swaroski.

Da qui in poi si entra nel surreale e sembra si paghi più il contenitore che il contenuto: è il caso della giapponese Fillico, 195 euro per 75 cl e una bottiglia rifinita in oro.

La Kona Nigari è l’acqua dissalata dei fondali delle isole Hawai. Dei fondali, non di quella in superficie. Fa più effetto. Anche perché costa 356 euro per 75 cl. In questo caso non hanno certo puntato sull’estetica.

Infine la più cara di tutte: la giapponese Super Nariwa pare sgorghi da una fonte con una storia che comprende tempeste di meteoriti, eruzioni vulcaniche e molto altro. Il risultato è un preziosissimo antidoto contro lo scorrere del tempo: rallenterebbe visibilmente l’invecchiamento a 9.000 euro per 1 litro. Strana coincidenza, proprio i giapponesi sono il popolo più longevo al mondo. Sarà anche merito della Super Nariwa?

Alcune di queste acque sono state commercializzate da tempo anche in Italia. L’indignazione della politica e del Codacons però non si era mai fatta viva fino ad ora.

 

 

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