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Guida Michelin 2019: i ristoranti italiani con 3 stelle salgono a 10

Questa mattina, 16 novembre 2018, è stata presentata a Parma la Guida Michelin 2019 e, tra i 3 stelle italiani, ossia il più alto riconoscimento assegnato dalla casa francese, c’è una bella novità: Mauro Uliassi da Senigallia.

Uliassi, marchigiano classe 1958, è l’esempio più vivo di come, partendo dal gradino più basso, si possa arrivare fino in cima. Si iscrive alla scuola alberghiera a 18 anni, dopo aver abbandonato l’istituto tecnico industriale. La sceglie per far contenti i suoi genitori, che volevano prendesse un pezzo di carta, e perché ritiene sia la più facile. La vocazione è ancora lontana. In estate fa le classiche “stagioni” e comincia a capire veramente che cos’è la cucina.

Si diploma, ma ritiene che sia ancora presto per fare il cuoco e così si iscrive all’università: sociologia. Diventa anche professore dell’alberghiero, ma senza neanche volerlo: una segretaria della sua vecchia scuola gli fa firmare qualcosa, presumibilmente una domanda di insegnamento. E così, un pò a culo, grazie a un non meglio precisato decreto legge, si ritrova dall’altra parte della cattedra con stipendio fisso, lazzi e mazzi.

La passione per la cucina esplode un giorno all’improvviso. Con la sorella Catia, nel 1990, apre il suo ristorante di pesce a Senigallia. Un lido, in verità, una piccola costruzione sul mare che inizialmente resta aperta 8 mesi all’anno. Un passo alla volta, un centimetro dopo l’altro, comincia la scalata. Lo strappo decisivo avviene nel 2002, quando arriva la prima stella Michelin. Poi la seconda. La terza è quella che raccontiamo oggi.

Uliassi da Senigallia va a fare compagnia agli altri 9 grandi ristoranti che possono fregiarsi del più alto riconoscimento, che di seguito elenchiamo:

– Piazza Duomo ad Alba (Cuneo)

– Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo)

– St. Hubertus a San Cassiano (Bolzano)

– Le Calandre a Rubano (Padova)

– Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (Mantova)

– Osteria Francescana a Modena

– Enoteca Pinchiorri a Firenze

– La Pergola a Roma

– Reale a Castel di Sangro (L’Aquila)

Una citazione a parte merita lo chef più amato d’Italia: Antonino Cannavacciuolo mantiene le 2 stelle nel suo quartier generale a Villa Crespi, ma ne guadagna 2 nei suoi nuovi locali di Torino e Novara (1 per ciascuno). Tra i delusi Carlo Cracco che, dopo aver già perso lo scorso anno 1 stella nel suo vecchio ristorante, rimane a bocca asciutta nella sua nuova location in Galleria a Milano.

 

 

 

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