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L’evento è partire

Dice un proverbio cinese: “se non cominci ad arare un campo, non lo arerai mai”. Probabilmente l’autore non aveva in mente di riferire un adagio così rupestre al mondo del web, ma vorrei dirgli, ovunque lui sia, che aveva ragione. E vorrei aggiungere che, anche quando si pensa di essere pronti, c’è sempre qualcosa che si frappone tra l’uomo e l’aratro. L’ostacolo alle volte è esterno, ma più di frequente è interno. Siamo quasi sempre noi che fissiamo i nostri limiti, non la natura, come ha brillantemente sostenuto Ilan Fernandez. Narcotrafficante di lungo corso, il colombiano ha cominciato la sua seconda vita in carcere, creando una linea di abbigliamento che oggi fattura milioni di dollari.

Nell’ottica di cominciare una nuova storia con lo stesso entusiasmo di un ergastolano che crea il suo brand di moda, oggi diciamo che l’evento siamo noi! O, per meglio dire, lo è il lancio del blog. L’ennesimo blog di cucina, come lo era l’ennesimo marchio di vestiti. Dopo essere stato in gestazione per anni, ha preso vita, rendendomi orgoglioso. E questo a prescindere dal fatto che possa avere successo o finire nei giardini che nessuno sa.

La prima volta che ci ho pensato è stato un pò di anni fa. In quel periodo, per diversi sabati, sono andato da un amico fotografo. Le ricette dovevano essere preparate in anticipo e poi assemblate nel suo studio. Questo poneva tutta una serie di problemi e impediva di realizzare numerose pietanze. Non avrebbero reso sottoposte ad un trasporto in auto di 20 minuti fino a destinazione. In quel momento però non c’erano soluzioni migliori e sapevo bene che su internet l’immagine viene prima di tutto. Se l’impatto visivo è negativo, difficile che qualcuno venga incuriosito dai contenuti. L’impatto estetico, a torto o a ragione, è come se restituisse il polso della serietà e della bontà del progetto.

Andare e venire da Mendicino aveva fruttato una trentina di scatti, una buona base. Col senno di poi alcune ricette mi sono sembrate acerbe, migliorabili o perfino insoddisfacenti. E così ho salvato poco.

Intanto avevo affidato la costruzione del blog a terzi, non essendo io in grado di farlo da solo. Il blog non aveva ancora un nome. Aveva però uno scheletro di idee, che poi, grazie a Mario Sposato e allo Studio La Regina, hanno preso forma. Certo, di cucina ne parlano tutti. E’ facile andare in overdose. Quasi quasi è venuta la nausea anche a me. Ma in quella babilonia di siti, programmi, articoli e video che affrontano qualunque argomento gastronomico, c’è sempre la possibilità di emergere dalla massa attraverso la propria lente di ingrandimento. E noi ci proveremo a partire da questo punto.

 

 

 

 

 

 

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