Curiosità

Cercatori di funghi: il pericolo è il mio mestiere

La ricerca dei funghi appassiona. Un numero sempre crescente di persone si avventura per boschi e colline con la speranza di trovare il tesoro. Tuttavia, senza le necessarie conoscenze del territorio e della materia prima, in questa attività il pericolo è dietro l’angolo e la verità è una sola: la ricerca dei funghi è una cosa seria.

E anche se si è esperti non si può mai abbassare la guardia. E’ notizia di pochi giorni fa che una arzilla signora viterbese di 93 anni, dopo aver rischiato di essere letteralmente inghiottita dalla vegetazione, si è salvata per un piccolo particolare: lo scolapasta fluorescente. Uscita dopo una pioggia intensa per far man bassa del prezioso alimento, si è spinta tra gli alberi fino a “quei luoghi che nessuno sa” e che nessuno deve sapere. Durante la raccolta è scivolata in un dirupo e lì probabilmente sarebbe rimasta se, al posto del classico cestino in vimini, non avesse optato per quell’oggetto verde brillante, che ha consentito ai soccorritori di individuarla.

Questa è solo l’ultima delle vicende legate agli impavidi cercatori di funghi. Il problema principale è che, recandosi in luoghi che vogliono tenere solo per sé, cercano di non lasciare tracce. Per questo usano preferibilmente stivali di gomma al posto delle più sicure calzature da trekking, spesso si cimentano in solitaria, escono dai percorsi segnalati, non hanno mappe né gps.

Il costo è altissimo: negli ultimi 4 anni sono morti 145 fungaioli e 14 risultano ancora dispersi; sempre dal 2014, sono state quasi 1.300 le richieste di emergenza per cercatori di funghi e in 316 occasioni è stato usato l’elicottero. Lo scorso settembre, in sole 48 ore, ne sono morti 4.

I numeri sono da allarme rosso. Un pugno di porcini può essere pagato al prezzo di una vita umana. Maurizio Dellantonio, presidente nazionale del Soccorso Alpino, ha spiegato come la grande quantità di funghi di questa annata abbia acuito il problema: “E’ stata una stagione straordinaria per i funghi e l’incidenza degli interventi è stata impressionante”. Ha poi dato alcuni consigli su come limitare i rischi: “E’ importante usare indumenti e scarpe adeguate, preferire lo zaino al cestino e comunicare sempre a qualcuno il tragitto o lasciare almeno un bigliettino in auto”. E ancora: “La velocità di intervento è essenziale in montagna. Bisognerebbe avere con se un smartphone, utilizzare servizi come l’app Georesq per consentire la geolocalizzazione, o un gps. Anche per un cercatore di funghi sarebbe importante aprirsi alle nuove tecnologie. Potrebbe salvargli la vita”.

 

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