Curiosità - Rubriche

Avete mai partecipato ad un aperitivo rotante?

L’amico visionario

Quando sono stato invitato, un pò di tempo fa, a prendere un aperitivo in un locale del centro, non mi aspettavo di diventare parte di un ingranaggio innovativo: l’aperitivo rotante. E, ad essere sinceri, resto convinto che l’evolversi della serata ha sorpreso lo stesso organizzatore: per quanto visionario possa essere, probabilmente non si era prefigurato una simile concatenazione.

Lo start è banale: chi arriva prima attende fuori dal bar gli altri o, per meglio dire, gli altri che conosce e che sa che parteciperanno. L’elemento principale, infatti, non è nè il posto, nè il cibo, nè la situazione, bensì le persone.

Funziona così: un individuo dà appuntamento a una moltitudine di suoi amici e conoscenti in un certo locale. Alcuni si conoscono tra loro, altri no. Tutti però conoscono l’organizzatore. Nessuno sa quanta gente ci sarà. L’unica cosa certa è un invito a trovarsi in uno stesso luogo in uno stesso orario.

Il ruolo della fortuna

Le persone invitate non arrivano tutte nello stesso momento, ma si alternano attorno a uno zoccolo duro di 4 o 5 cristiani. E così, per due partecipanti che hanno concesso la loro presenza dalle 20 alle 20:45, ce ne sono altri due pronti a subentrare alle 20:46, massimo 20:50. Per uno che è andato via alle 21:05, un altro arriva alle 21:06. Per 3 che alzano bandiera bianca alle 21:12, altri 3 sono pronti a subentrare, in una alternanza che ha del miracoloso. Perchè? Perchè non c’è nulla di concordato e tutti gli avvicendamenti descritti, di una precisione all’apparenza chirurgica, sono esclusivo frutto del caso. Se sarete vittime di questo frenetico susseguirsi di anime, di questa continua rotazione di posti nell’unico tavolo, come fosse una sorta di involontario speed date, anche voi avrete partecipato a un fantastico aperitivo rotante!

La sensazione di disorientamento

L’aperitivo rotante funziona se cambiano spesso i suoi interpreti. Vi ritroverete di fianco persone che non conoscete e, quando starete per prendere confidenza, il vostro interlocutore andrà via o sarete voi a congedarvi.

Il saluto perenne

Con il porto di mare che ne deriva, sarete costretti a rivedere le dinamiche dei saluti: non all’inizio e alla fine, ma durante tutto l’aperitivo, per accogliere chi subentra e onorare al meglio chi ha dato tutto e decide di abbandonare il campo.

Il conto

Il conto, così come la serata, è in continua trasformazione. Chi va via prima, paga il suo. Chi arriva dopo, ordina e determina una serie di aggiunte multiple su quel foglietto che stenta a trovare il suo assetto definitivo. Facile che ci sia qualche errore.

Riflessioni finali

Un solo tavolo da 8 posti, ma 20 e più partecipanti. La sfida è mantenere inalterato il numero di avventori durante tutta la serata, pur assistendo al loro continuo avvicendamento del tutto casuale. Per fare un aperitivo rotante quindi, un vero aperitivo rotante, ci vuole una fortuna sfacciata, altrimenti non riesce. Alla maggior parte delle persone un evento simile non capiterà mai. Ad altri capiterà una sola volta e, essendo irripetibile, acquisterà maggiore fascino. Coloro i quali sono protagonisti di più aperitivi rotanti evidentemente ci provano ogni giorno, fallendo all’inverosimile, o barano prestabilendo lo schema tattico e gli orari diversificati per ciascun invitato. Ma anche così il rischio di insuccesso c’è. In definitiva questa attività di happy hour estremo è difficile da descrivere e tradurre in emozioni. Bisogna viverla per capire di cosa si tratta. E allora buon aperitivo rotante a tutti, semmai avrete la fortuna di sperimentarlo!

 

 

 

 

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