Prodotti - Ristoranti da copertina

Parigi… quasi segreta cercando il Flammekueche

Ristorante - CHEF:

Se dovessi raccontare Parigi come tutti la immaginano, e forse come tutti la conoscono, sicuramente finirei per parlare della Torre Eiffel, dell’ Arc de Triomphe, di ostriche, champagne, crêpes e baguette. Ecco, questa è la Parigi “mainstream”. Alcuni direbbero la Parigi che hai visto nei film e di cui probabilmente non hai più voglia di sentir parlare.

Parigi, però, non è soltanto questo. E’ un insieme di etnie, di luoghi, di profumi e di immagini che fanno di essa, come altre città, delle metropoli magnifiche. Durante i miei viaggi amo farmi consigliare dalle persone del luogo o da chi ha passato qualche primavera-inverno nel posto in cui mi trovo. Premetto che a Parigi puoi mangiare praticamente di tutto: cucina cinese, italiana, turca, vietnamita, ovviamente francese, francese del sud-est e così via. Facendo attenzione e conoscendo bene i posti, riesci sempre a mangiare bene, ma devi tenere in considerazione il fatto che non sempre riuscirai a tenere sotto controllo le spese, perché Parigi è molto costosa: ti basti pensare che puoi arrivare a pagare 1 kg di pomodori 12 euro.

Parigi, però, allo stesso tempo, offre anche soluzioni che lasciano il visitatore piacevolmente sorpreso. Ci troviamo in Rue des Canettes, a poco più di 1 km dalla cattedrale di Notre Dame, siamo nel cuore di Parigi a ridosso del I Arrondissement.

Imboccando questa strada noterete un po’ l’architettura e lo stile dei locali Parigini, la bellezza di questi locali è che quasi sempre le vetrine incastonate nelle facciate di legno dei locali danno direttamente sui tavoli. Passeggiando per Rue des Canettes, o altre vie simili, avrete l’impressione di passare velocemente all’interno tutti locali e di poterne quasi cogliere il calore e le risate dei commensali.

Brasserie O’Neil – 20 Rue des Canettes. In Francia gli indirizzi civici presentano il numero prima del nome della via. La brasserie in questione è un posto informale che ricorda molto i Pub inglesi. Dalla vetrina principale si può intravedere un antico macchinario per la preparazione della birra. Alle spalle di questo alcuni tavoli del locale. Il locale si presenta con un arredamento un po’ da brasserie e un p0′ da pub.

Nel menù troviamo alcuni piatti abbastanza classici, come la bistecca di carne con pure di patate, il burger con diversi contorni, alcune insalate, ma la pietanza Regina di O’Neil è il Flammekueche. Il Flammekueche da lontano potrebbe sembrare una pizza, ma non è nè pizza nè una piadina, potrebbe sembrare una focaccia sottile, ma non è neanche paragonabile a quest’ultima. Adesso, dopo avere detto cosa non è il Flammekueche, iniziamo col dire che letteralmente significa “torta fiammeggiata” e deve il suo nome al fatto che viene cotta nel forno a legna a fiamma viva ad alta temperatura (220°) per 10/15 minuti.

Il Flammekueche deve i suoi natali alla regione dell’Alsazia, ma è anche conosciuto e condiviso con la Renania-Palatinato, stato federale tedesco, e tradizionalmente viene infornato prima del pane per capire la temperatura del forno e stabilire il momento opportuno per cuocere il pane. Come dicevamo, non è una pizza, ma l’impasto è simile. Esistono alcune varianti, ma la la ricetta base per 3 o 4 persone è la seguente:

  • 200 g di farina
  • 10 CL di acqua
  • 12 g di burro morbido oppure 2 cucchiai di Olio extra vergine
  • 3 g lievito di birra essiccato
  • 1/2 c. c. Sale

Come si può vedere dalle foto, e come indicato nelle ricette, la base deve essere stesa in modo sottilissimo in modo da diventare quasi un foglio. In questo momento non voglio dilungarmi sulla preparazione, ovviamente da sperimentare, ma vorrei soffermarmi sull’esperienza e sulla flessibilità, in termini di utilizzo, della base del Flammekueche. Di seguito 2 varianti, la prima con cipolla, pancetta, formaggio tagliato sottile (stile provola) e cheddar (formaggio iglese a pasta dura gialla) chiamata Irlandaise sul menù e la seconda con cipolla, pancetta e funghi, sul menù Forestiere.

 

Come potete notare, i bordi sono leggermente bruciati proprio perchè la pasta è sottilissima. A primo vista si capisce che sono veramente molto condite e che la base può essere usata in vari modi. Questo non fa che accrescere la duttilità del Flammekueche. Le fettine, tagliate stile pizza, non si riescono sempre a piegare a causa della sottigliezza della base nonostante tutto in bocca riescono a distinguersi tutti i sapori, cosa non per niente scontata vista la mole di condimento. La foto rende in parte la gustosità del Flammenkueche, ma consiglio caldamente di provarlo da O’Neil o di prepararlo a casa sperando di avere lo stesso risultato. In base alla mia esperienza, la pietanza è molto leggera nonostante sia farcita abbondantemente e credo che questo sia garantito dalla leggerezza dell’impasto e dalla qualità delle materie prime.

Detto ciò, sarebbe facile pensare ad una normale pizza leggermente più sottile, ed è qui che la “torta fiammeggiata” ci sorprende. Infatti, dopo avere regalato alle mie papille gustative questa bontà salata, ho deciso di provare il Flam sucrèes, che non è altro che la versione dolce. La mia scelta è ricaduta sulla variante banana e cioccolato caldo con richiesta di aggiungere una pallina di gelato alla vaniglia (foto di seguito), mentre l’altra variante dolce provata era guarnita con fettine di mela cotta e gelato.

In questo caso il Flammekueche forse è stato cotto per troppo tempo e quindi, a differenza della variante con mela e gelato, non è stato possibile mangiarla con le mani, come noi italiani amiamo mangiare la pizza, in quanto la base era troppo croccante. I sapori si legavano bene fra di loro, ma la variante mela cotta e gelato forse risulta più buona e bilanciata.

Se un sabato sera non avete ancora programmato la cena con gli amici o volete organizzare un brunch domenicale alternativo, questo piatto fa al caso vostro. Qualora invece doveste capitare a Parigi, vi consiglio caldamente di “perdervi” fra i vicoli nascosti del centro e di sperimentare piatti tipici, ma soprattutto vi consiglio di passare dalla Brasserie O’Neil per gustare la loro selezione di birre e per identificare il vostro Flammekueche preferito.

Pagina di Wikipedia in italiano dedicata al Flammekueche . In francese è anche chiamata tarte flambée , e qui di seguito l’indirizzo della Brasserie O’neil

 

 

Condividi:
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.