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Le insidie di cucinare a casa di altri: uno spaghetto gamberi e lime finito male

Avete mai cucinato fuori da casa vostra? Magari da amici o parenti? Se si, vi sarete accorti che, in queste condizioni, le insidie aumentano. Lasciamo stare i fornelli, anche nuovi, se chi vi ospita forse non li ha quasi mai accesi. Lasciamo stare anche la conoscenza del forno, perché ogni forno è diverso. Ma la tragedia è tutto il resto: non c’è nulla o quasi di ciò che potrebbe servire, a volte neanche il forno stesso.

La cosa più comune è essere costretti a fare da mangiare per 8 persone con la padella da single. Poi non c’è un coltello che tagli, non c’è un tagliere. C’è però una grattugia, di quelle classiche che, se usata per qualcosa con la superficie morbida, tipo la buccia di un limone, non va e quel poco rimane incagliato nel metallo.

Quello ce l’hai, quello non ce l’hai. Si continua così per tutta la serata. Ma un cuoco deve saper cucinare con qualsiasi cosa, in ogni luogo e in qualsiasi condizione. E siamo d’accordo. Ma se ha la possibilità di avere qualche strumento, è meglio. Ragion per cui, per esperienza diretta, vi consiglio di portare sempre con voi un padellone, il più grande che avete, un coltello da cuoco universale, e una grattugia microplane. Questo il kit per la sopravvivenza.

L’altra sera mi è capitato di fare una pasta con gamberoni e lime a casa di amici. Non avevo alcun utensile mio con me. Avevo portato solo gli ingredienti.

La pasta fresca ci mette 3 minuti a cuocere. Sguscio i gamberoni, elimino l’intestino, li taglio in pezzi grossi e li metto a marinare con olio, rosmarino, pepe nero, prezzemolo tritato, un pizzico di sale.

Per mancanza di tempo, con le teste, provo una bisque a freddo: una volta ho visto lo chef Igles Corelli che inseriva in un bicchiere del frullatore le teste dei crostacei, acqua gassata e olio extravergine d’oliva. Poi si frulla e si filtra il tutto con un colino a maglia stretta. Ed ecco la salsa, come si può vedere nel video dello chef qui in basso, al minuto 3:00.

E’ stata la peggiore idea della mia vita pensare che potessero avere un frullatore a immersione, o un frullatore qualsiasi. L’unica cosa che siamo riusciti a trovare è uno sbattitore elettrico che può funzionare anche da minipimer. Quindi immaginate il corpo di uno sbattitore e la parte finale di un minipimer. Ora bisognava trovare il bicchiere. Il proprietario di casa ce l’aveva solo di vetro, ma secondo lui il vetro può scheggiarsi se urtato accidentalmente dalle lame. Ci voleva di plastica, ma di plastica non c’era, salvo andare a chiedere a qualche vicino. Alla fine lo troviamo. Infiliamo le teste del gambero nel bicchiere ma, siccome il corpo motore dello sbattitore è voluminoso, questo impedisce al minipimer di arrivare fino in fondo al bicchiere e quindi la parte sul fondo non si può frullare. Pazienza, useremo quello che è stato frullato.

 

Ora serve un colino per filtrare la salsa, ma il colino non c’è. C’è solo uno scolapasta in metallo. Ed è li che faccio il primo passaggio. Poi sono costretto a prendere uno strofinaccio pulito all’interno del quale inserisco tutto il composto, facendo colare il liquido in un recipiente. Ci siamo, questa è fatta, ma che fatica!

Ormai devo solo grattugiare la buccia del lime. C’è in casa la classica grattugia che non va bene per la buccia del limone, perché la struttura della stessa non consente agli alimenti dalla consistenza morbida di scendere giù. Così sbuccio il frutto con un coltello, cercando di prendere meno parte bianca possibile. Se ne rimane un po’ attaccata, la elimino in un passaggio successivo col coltello. Poi trito la buccia.

Calo la pasta e metto in una padella la bisque a freddo insieme a un filo d’olio. Scolo la pasta, aggiungo i gamberi con la loro marinatura, la buccia del lime tritata e del prezzemolo tritato. Manteco il tutto a fiamma alta per 1 minuto, aggiungo il pepe nero.

Sono un pò sudato. E’ stato più complicato del previsto. Il sapore è buono, sono soddisfatto. Vedo però che uno dei commensali arranca. Trova il condimento sabbioso, “come se ci fossero i granelli di sabbia come nelle vongole”. La circostanza è per lui così fastidiosa che lascia il piatto quasi pieno. Cornuto e mazziato. La prossima volta faccio un aglio, olio e peperoncino.

 

 

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