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Cottura della pasta: i 4 errori più comuni che si commettono a casa

Ogni italiano dovrebbe saper realizzare un buon piatto di pasta. La pasta è nostra. Ci piace criticare le barbarie che commettono all’estero, come utilizzare condimenti assurdi, tipo il ketchup, o metterla a cuocere partendo da acqua fredda per un tempo indefinito. Ma noi italiani sappiamo come rendere meraviglioso un primo che tutti ci invidiano o ci limitiamo a mettere qualcosa nel piatto, tanto è buono comunque?

Ecco i 4 errori più comuni che si commettono a casa ogni giorno.

Acqua della pasta non salata o salata male

“Non salo l’acqua in cui cuoce la pasta tanto non serve”. Può sembrare così, ma non è affatto così. Per ottenere un buon risultato con una pasta cotta in acqua senza sale, sarà necessario avere un sugo molto saporito e comunque non sarà mai la stessa cosa.

Il sale nell’acqua a volte è più importante di quello presente nel sugo. Esempio emblematico è lo spaghetto aglio, olio e peperoncino: il sale nel condimento non c’è, ma è solo nell’acqua di bollitura.

E allora quanto sale mettere? Gli esperti dicono 8-10 grammi per litro, ossia un cucchiaino non troppo pieno. Tra salare molto e salare poco, sempre meglio il secondo errore perchè è più rimediabile.

Troppa pasta, poco sugo

Potete aver realizzato il miglior condimento del mondo ma, se lo utilizzate per condire una quantità di pasta superiore rispetto a quella per cui potrebbe bastare, avrete rovinato tutto. Facciamo un esempio: una ottima salsa di pomodoro, buonissima, giusta per insaporire 200 gr.  di pasta, qualora venga utilizzata per condirne 500 gr., darà dei risultati molto diversi. Probabilmente, se siete fortunati, il sapore sarà molto più blando, meno avvolgente. Nella peggiore delle ipotesi, invece, il vostro primo non avrà quasi gusto.

Quindi, anche se può sembrare banale, assicuratevi che ci sia una corretta proporzione tra pasta e condimento e, se avete ospiti a cena, non aumentate solo le dosi di pasta, ma anche quelle del condimento. Contrariamente otterrete un pessimo risultato.

Lo stesso può dirsi se il condimento è troppo rispetto alla pasta, ma questo, nelle cucine casalinghe, non si verifica quasi mai.

Padella troppo piccola

Quando cucino in una casa che non è la mia, noto sempre che ci sono solo padelle piccole e così sono costretto, se posso, a portarmene dietro una. La padella in cui si prepara il condimento deve essere di una grandezza tale da riuscire a contenere non solo il condimento, ma anche la pasta. Una padella in cui si cucina per 2 non andrà bene se si è in 4 o in 6.

E così si assiste a quelle padelle colme fino all’orlo, in cui la pasta non può essere mossa perché altrimenti finisce sui fornelli. Il problema delle padelle piccole generalmente non viene avvertito nella cucina casalinga in quanto sono in molti a ritenere superflua la fase della mantecatura: è la fase in cui la pasta e il condimento diventano una cosa sola. E qui giungiamo al quarto punto.

Pasta slegata

La fase in cui sugo e pasta si uniscono in matrimonio è fondamentale. La pasta deve essere scolata almeno a 3/4  del suo tempo di cottura, per finire di cuocere nel condimento, che sarà opportunamente allungato con la stessa acqua di cottura. L’amido della pasta farà si che il condimento diventi più denso e si “aggrappi” alla pasta.

Diversamente avremo pasta in bianco o quasi, con il condimento del tutto slegato sul fondo del piatto. Amalgamare bene non è possibile se non si dispone di una padella della grandezza giusta.

Riassumendo

– Salate l’acqua di bollitura in modo corretto.

– La quantità di condimento deve essere proporzionata alla quantità di pasta. Non fate un chilo di pasta con una salsa che si e no va bene per 500 grammi. Non andrà bene lo stesso.

– Assicuratevi di avere una padella la cui grandezza vi consenta di mantecare la pasta, una volta unita al sugo.

– Amalgamate la pasta col condimento, ricordando che è la fase più importante. Altrimenti non avrete pasta al sugo, ma pasta e sugo.

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