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Come farsi insultare su internet? Scrivere la ricetta della carbonara

Bazzicando sul web, tra le migliaia di ricette a portata di click, ho notato che ce n’è una che è una garanzia di offese: la carbonara.

La carbonara è il portabandiera della tradizione e, quando si parla di tradizione, il popolo del web si spinge oltre i confini dell’inflessibilità e dell’integralismo attualmente conosciuti. Ci sono 4 ingredienti: pecorino romano, uovo, guanciale e pepe nero. C’è un diktat: vietato fare la frittata. E questo è quanto. Pur facendo tutto a regolare d’arte, il soggetto che guarda un video o legge su internet la preparazione al solo scopo di muovere una critica, quella critica riuscirà a farla comunque.

Ma il compito degli heaters è reso molto più semplice dagli esecutori/scrittori della ricetta che, a torto o a ragione, spesso compiono piccole varianti o aggiunte. Vediamo cosa fa incazzare l’internauta medio che si avvicina a una pagina web contenente questo tipico primo romano.

Restiamo in ciò che è ancora considerato lecito. Livello 1:

  • Il purismo vuole solo i rossi dell’uovo, ma poi c’è anche chi mette un albume ogni 2 o 3 rossi. C’è chi mette 3 rossi per persona perché uno se lo prende la padella.
  • L’olio d’oliva per soffriggere il guanciale. Basterebbe il suo grasso, senza aggiungere altro.

Non di rado anche in questi casi possono partire i primi vaffanculo, ma ancora c’è speranza. Passiamo a fonti più solide di critiche e quindi di offese. Livello 2:

  • Il vino bianco per sfumare il guanciale.
  • C’è chi “taglia” il pecorino con il parmigiano pe smorzarlo un pò (2/3 di pecorino, 1/3 di parmigiano).

Ma veniamo al peggio. Qui il cuoco offre il fianco al fuoco nemico. Livello 3:

  • Il trito di aglio o cipolla.
  • Il prezzemolo.
  • La panna.
  • Il latte.
  • La pancetta o peggio ancora lo speck, e non il guanciale.
  • Solo parmigiano, senza il pecorino.
  • L’uovo cotto completamente: avete fatto la frittata.

Se volete fare una carbonara così, state attenti. Potrebbe essere pericoloso. O magari fatela, ma non mostratela con fierezza in rete. Ma non finisce qui: diciamo che avete fatto una carbonara a regola d’arte. Ci sarà sempre qualcuno che vi dirà che si usa la pancetta tesa e non il guanciale, che l’uovo si usa intero e non solo i rossi “perché na vorta nun se buttava niente“, che avete sbagliato ad allungare con un po’ di acqua di cottura. Insomma, non se ne esce. La carbonara non è un piatto, è una condanna.

Se penso a una carbonara che potrebbe fare davvero imbestialire chiunque, persino me, non devo andare molto lontano: è proprio quella che si prepara nella mia famiglia! Vediamo perché: cuocere la pasta in acqua salata. Rosolare la pancetta. Sbattere le uova con un pizzico di sale. Versare la pasta nel tegame della pancetta e amalgamare. Poi, a fuoco vivo, aggiungere le uova sbattute fino a cuocerle del tutto. Niente formaggio e niente pepe nero. Il risultato è una pasta cantonese con pancetta. Buon appetito!

Sulla carbonara la critica non risparmia proprio nessuno, neppure lo chef Norbert Niederkofler, 3 stelle Michelin col suo “S. Hubertus” a San Cassiano, nel cuore dell’Alta Badia. Già dal nome della ricetta si capisce quale sarà il suo destino: “carbonara tirolese“. Qui sotto trovate il video del piatto e i relativi commenti.

 

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