Chi siamo

Cominciamo con la domanda più difficile che mi si possa rivolgere. Mi chiamo Temistocle Marasco e la cucina è la mia passione, tanto che, quando ero ancora molto piccolo, per farmi mangiare, i miei dovevano farmi cucinare. Non è che facessi i capricci. Semplicemente non avevo fame.

Ho sempre avuto grande curiosità per il cibo e per il mondo della ristorazione: la porta che separa la cucina dalla sala è sempre stata un ingresso su un mondo un po’ magico, dal quale vengono fuori pietanze buonissime, a volte dei veri capolavori.

Cresceva forte dentro di me il desiderio di saltare il fosso, di mettere piede lì dove nessun cliente può entrare e capire tutti i processi grazie ai quali nascono i piatti. Mi ci è voluto un po’ per farlo. Intanto ho seguito un percorso diverso, laureandomi in legge. A Siena, dove ho frequentato l’università, così come a casa mia a Cosenza, ho sempre cucinato. Ma è dopo aver conseguito la agognata pergamena che ho deciso di andare oltre.

Così mi sono iscritto ad un corso per diventare cuoco professionista, con la scuola di cucina I.G.A. di Roma. Dopo una prima fase di lezioni in aula, ho poi fatto laboratorio con lo chef Luciano Monosilio del ristorante “Pipero” nell’hotel “Rex”, al quale è seguito il vero momento topico: una stage di 4 mesi, inserito nella brigata del ristorante Giuda Ballerino dello chef Andrea Fusco, all’epoca 1 stella Michelin. È stata una esperienza dura ma bellissima, che mi ha permesso di vedere ciò che da bambino consideravo magia e che, anche da adulto, per certi versi continuo a ritenere tale. Mi ha cambiato il modo di considerare gli ingredienti, rendendo ancora più netta la distinzione tra la cucina di pensiero e la semplice esecuzione. Lì ho imparato, ma anche conosciuto persone meravigliose. In particolare alcuni cuochi bengalesi, con cui ancora oggi c’è un’amicizia sincera. Uno di loro mi disse: “Ricorda Tommy, quando vedi buono ristorante italiano, cuoco sempre bengalese”. Sembrerà una bestemmia, ma in molti casi è vero: nelle grandi cucine c’è sempre un cuoco indiano, pakistano o del Bangladesh.

Intanto sono diventato avvocato. Ho fatto piccole esperienze estive o nei weekend come cuoco in locali della mia zona, compatibilmente con la mia professione principale. Scrivo da un bel pò di tempo. Ho sempre scritto di musica, cinema e diritto per giornali e siti internet. Mai di cucina. Ho deciso di aprire questo blog perché posso unire la passione per la gastronomia con quella della scrittura e avere così un’isola felice, un rifugio in cui trovare ciò che mi piace.

Condivido questo spazio con Rosa, che è la mia compagna, una donna crostate e cantiere, e con Mariella, che è una super cuoca e pasticcera, amica e collega di avventure nel gusto.

Nel blog inseriremo le nostre ricette, le ricette della tradizione della nostra terra, le recensioni sui locali che ci hanno colpito. Descriveremo prodotti strani, ma anche quelli normali. Parleremo di eventi o di cose legate al mondo gastronomico degne di essere trattate. E poi cercheremo di dare qualche consiglio basato sulle nostre esperienze. Cominciamo senza avere la pretesa di mettere tutti d’accordo, nella convinzione che i gusti sono gusti e vanno rispettati. Questo perché, come disse uno che ne sa più di noi, “Non esiste una buona cucina e un cattiva cucina, esiste solo quella che ti piace” (Ferran Adrià).


Temistocle Marasco

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